Unsaid è un racconto visivo che si muove tra il simbolico e l’intimo, ambientato in un albergo dismesso. Una ballerina, con il corpo e la presenza, interpreta emozioni legate al distacco, al controllo e agli amori non corrisposti. Le immagini eteree, a tratti sporche evocano ciò che resta sospeso, ciò che non si è mai detto. 

I progetti autoriali rappresentano la parte centrale della mia ricerca visiva.